Funghi Champignon

Soffio di Grano & Curiosità – FUNGHI CHAMPIGNON

Champignon - Soffio di Grano & Curiosità - Ottobre 2020

Funghi Champignon

I funghi Champignon, chiamati anche prataioli o fungo bianco, sono tra i più utilizzati nella cucina quotidiana (sia per il costo non elevato sia perchè sono reperibili tutto l’anno).


Scopriamo insieme qualche curiosità su questo ingrediente 😉


➡️ Le varietà più diffuse In Italia sono: il cremino, chiamato anche Portobello, più colorato e saporito e il bianchetto.
Le due specie non sono fra loro molto differenti. Infatti, entrambe hanno un contenuto calorico particolarmente basso, e sono ricche di sostanze minerali, vitamine B e proteine.
I fughi prataioli bruni sono però, crescono più lentamente ed il raccolto è meno abbondante: da questi fattori deriva il prezzo solitamente più alto.
La varietà cremino ha inoltre un minor grado di umidità. Questo comporta che la sua polpa sia più consistente, e con un sapore più intenso. Grazie al minor contenuto d’acqua i funghi bruni possono anche essere conservati più a lungo, oltre ad avere una ridotta perdita di volume durante la cottura. 


➡️ La coltivazione dei funghi è molto antica e tradizionalmente veniva effettuata in grotta. La coltivazione su larga scala, iniziò nel 1650 nei dintorni di Parigi. Fu allora che si scoprì che bastava un buon concime equino mescolato al residuo di coltivazioni, per avere un buon raccolto di funghi champignon.

In Italia, invece, la funghicultura nacque nel 1913, all’interno di grotte artificiali nei pressi di Vicenza.


➡️ Gli Champignon sono funghi facili da cucinare: possono essere consumati sia crudi che cotti, e possono essere utilizzati in molti modi.
Ad esempio, sono ideali da inserire nelle insalate, trifolati, come condimento per risotti e pasta, o in carpaccio con parmigiano a scaglie, olio e sale.
Sono anche ottimi per la preparazione di ripieni per tortini e quiches.

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Parmigiano Reggiano o Grana Padano ?

Parmigiano Reggiano o Grana Padano ?

Grana Padano - Soffio di Grano & Curiosità - Settembre 2020

Parmigiano Reggiano o Grana Padano ?

Parmigiano Reggiano o Grana Padano? 
Probabilmente almeno una volta ti sarai chiesto in cosa si assomigliano e in cosa si differenziano… scopriamolo insieme! 😉


➡️ Il Grana Padano è prodotto in una zona più ampia, che comprende ben 32 province divise tra Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto. Il Parmigiano Reggiano è prodotto per lo più in Emilia Romagna.


➡️ L’alimentazione delle bovine per il Parmigiano Reggiano deve essere esclusivamente fatta di erba cresciuta nella zona di produzione, mentre per il Grana Padano possono essere alimentate anche con gli insilati, tra cui quello di mais.


➡️ A differenza del Grana Padano, che può essere prodotto con due lavorazioni al giorno, al Parmigiano Reggiano è concessa una sola lavorazione giornaliera.


➡️ Il caglio per il Parmigiano è solo di origine animale; quello per il Grana Padano può essere animale, vegetale o batterico.


➡️ Il Grana Padano è meno grasso del Parmigiano, arrivando prima a stagionatura. Infatti il Grana Padano DOP è pronto dopo 9 mesi di stagionatura, e può arrivare al massimo a 24 mesi; mentre il Reggiano ha una stagionatura che va dai 12 ai 36 mesi (per lo stravecchio).


Hai mai provato a preparare le cialde di Grana Padano a casa? 😍


Prendi una padella antiaderente e cospargila di Grana Padano (o Parmigiano Reggiano). Dopo aver fatto sciogliere il formaggio, togliere dal fuoco e lasciar riposare qualche secondo.
A questo punto resta solo da staccare delicatamente il formaggio, adagiando il disco su una forma (in mancanza può andar bene anche una tazza rovesciata) e lasciandolo raffreddare…. e …. buon appetito!! 😋

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Primo Sale

Soffio di Grano & Curiosità – Primo Sale

Primosale - Soffio di Grano & Curiosità - Luglio 2020

Primo Sale

Fresco e gustoso, dal sapore dolce le cui note delicate ricordano quelle del latte fresco.
Il Primo Sale è un formaggio fresco tipico dell’Italia meridionale, le cui origini risalgono al 1759, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

➡️ Si tratta di un formaggio a base di latte intero, di vacca o di pecora (talvolta misto); più raramente di capra.

➡️ La sua lavorazione è essenziale: il latte intero viene fatto cagliare, compresso nelle forme tonde (o anche rettangolari) a volte aggiungendovi pepe, erbe aromatiche, peperoncino, agrumi o altre spezie, e lasciato rassodare, per poi subire la prima e unica salatura a mano (o in salamoia).

➡️ I formaggi Primo Sale si presentano a pasta bianca, cremosa e certe volte spalmabile. Hanno un aroma tenue che ricorda il latte o la cagliata. Il sapore è tipicamente fresco, acidulo, talvolta con una lieve punta ircina (sapore tipico del latte caprino).

➡️ Dal basso apporto calorico a fronte di un ottimo apporto di calcio, il Primo Sale è un formaggio fresco e gustoso ma leggero, non essendo stagionato. Si presta dunque benissimo per accompagnare piatti freschi, farciture di torte salate, insalate e verdure, oltre che per condire primi piatti.

➡️ È un classico formaggio da compagnia, che si abbina a vini leggeri bianchi e anche rosati, serviti sempre freschi. Ma può anche essere utilizzato in cucina per dare consistenza alle pietanze.

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Pecorino

Soffio di Grano & Curiosità – Pecorino

Pecorino - Soffio di Grano & Curiosità - Giugno 2020

Pecorino

Il termine pecorino indica un formaggio prodotto con latte di pecora, il quale si differenzia da quello vaccino soprattutto per la percentuale di grasso e di caseina: infatti, a differenza di quest’ultimo ne contiene più del doppio!

➡️ Si ma… quante varianti di pecorino esistono? 

Dal famoso pecorino romano, alle saporite versioni sarde, in Italia, tra le tipologie più diffuse se ne contano oltre 40.
Tra le più diffuse troviamo: Fiore Sardo, Caciotta degli Elimi, Canestrato, Pecorino di Fossa, Casu Marzu, Toscano e pecorino di fossa.

➡️ Qual è la sua origine?

L’uso del Pecorino Romano nell’alimentazione ha origini molto antiche. Infatti, era già apprezzato dagli antichi romani che lo utilizzavano nei banchetti e durante i viaggi delle legioni. L’alta capacità di conservazione, insieme ad un ottimo valore nutritivo, ne faceva un elemento base per il rifornimento dell’esercito. Successivamente, proprio grazie alle proprietà nutritive e alla facilità di trasporto e di conservazione, la sua tecnica di trasformazione si diffuse nei secoli in Toscana e in Sardegna.

➡️ Come viene prodotto?

Il latte fresco di pecora è trasferito nei caseificio dove viene immediatamente filtrato e lavorato direttamente crudo ad una temperatura massima di 68°, per non più di 15 minuti. Dopo aver riempito le vasche di coagulazione si aggiunge un fermento particolare chiamato “scotta innesto”, la cui preparazione è a cura del casaro e viene tramandata da secoli. In seguito, è coagulato, utilizzando il caglio di agnello in pasta e, dopo l’indurimento, il casaro procede alla rottura del coagulo. La salatura è fatta a secco o in salamoia e la stagionatura va da 5 mesi, per il formaggio da tavola, a 8 mesi per il formaggio da utilizzarsi grattugiato.

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Cheesecake

Soffio di Grano & Curiosità – Cheesecake

Cheesecake - Soffio di Grano & Curiosità - Giugno 2020

Cheesecake

Formaggio cremoso, una croccante base al biscotto, cioccolato, frutti di bosco freschi, caramello… ma non solo!
Avete già indovinato di cosa parliamo oggi? Ebbene, oggi si parla della famosa cheesecake 😍

Come ben saprete, si tratta di un dolce freddo composto da una base di pasta biscotto su cui poggia un alto strato di crema di formaggio fresco, zuccherato e trattato con altri ingredienti.

La base è solitamente costituita da biscotti sbriciolati e poi reimpastati con l’aggiunta di tuorlo d’uovo o burro, oppure da biscotti inumiditi di caffè, sciroppo o liquore oppure può essere fatta di pan di Spagna o pasta frolla.

E ora scopriamo qualche curiosità in più su questo fantastico dolce 😋

➡️ La prima torta al formaggio di cui siano pervenute notizie, sembra risalire all’antica Grecia, dove ben quattromila anni fa veniva servita agli atleti durante i primi Giochi Olimpici del 776 A.C. .Alle origini si presentava come una torta a base di formaggio di pecora e miele per le sue proprietà altamente energetiche.

➡️ Questa preparazione è diffusa in tutto il mondo, e a seconda della tradizione locale si possono trovare molte varianti. In alcuni Paesi alla preparazione viene aggiunto il Baileys (come accade in Irlanda), in altri viene utilizzata la panna acida al posto di quella tradizionale, ed esistono anche ricette che prevedono l’utilizzo della vaniglia per aromatizzare il formaggio. In Asia, per esempio, la cheesecake viene preparata con polvere di té matcha, latte e mango.
Gli islandesi utilizzano lo skyr, un formaggio tipico a base di latte acido, i finlandesi non rinunciano mai ai frutti rossi, mentre per gli svedesi la cheesecake è rigorosamente cotta, come quella americana.

➡️ Nella versione americana è prevista la cottura in forno a due diverse temperature e la glassatura con panna acida, che negli Stati Uniti prende il nome di “sour cream”. Il composto che corona questa versione è formato da panna acida, zucchero a velo e semi di vaniglia. Il composto viene versato sulla base della torta già cotta, la quale viene poi nuovamente infornata per qualche minuto per consentire alla glassatura di panna acida di raggiungere la perfetta consistenza. Sulla glassatura vengono poi aggiunti scaglie di cioccolato o pezzi di frutta a piacere.

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Fave

Soffio di Grano & Curiosità – Fave

Fave - Soffio di Grano & Curiosità - Giugno

Fave

La pianta delle fave, Vicia faba, è originaria dell’Asia ed è coltivata da sempre sia per l’alimentazione umana sia per quella animale. In Italia è particolarmente diffusa nelle isole e nelle regioni meridionali.

Racchiusi all’interno di baccelli, i semi sono di forma rotondeggiante, appiattita e di diversa sfumatura di verde.

Le fave appartengono alla classe dei legumi ed in commercio si trovano fresche, secche o surgelate. In alcuni punti vendita, all’ingresso è indicata la presenza o meno di fave fresche, soprattutto durante la stagione di maggio, giugno e luglio.

➡️ Sono le piante più facili da coltivare, nonché le più diffuse e antiche del mondo: infatti solo nel Mediterraneo si stima che le fave siano presenti da circa 8000 anni !

➡️ Come tutti i legumi le fave hanno un sacco di nutrienti, e soprattutto contengono tantissimi minerali fondamentali: il maggiore è il ferro, ma contengono anche lo zinco e il manganese. La fava offre inoltre un buon apporto di proteine e vitamine.

➡️ Con le fave si fa anche una buona farina, che viene utilizzata come base di uno dei piatti vegetariani più amati dell’Etiopia, l’Hilibet. Questo piatto viene cucinato con farina di fave, aglio, cipolle, pepe verde e altre spezie profumate. Ma la farina di fave è usata anche in Europa per rinforzare altre farine: è contenuta anche in quella usata per impastare le baguette francesi.

➡️ Gli antichi Greci sarebbero arrivati addirittura a proibirne il consumo.
Secondo una leggenda, a vietarne il consumo sarebbe stato lo stesso Pitagora, nel percorso di purificazione perseguito dal filosofo greco e dai suoi discepoli.
Ai pitagorici sarebbe stato persino proibito toccarle, tanto che, stando alla leggenda, lo stesso Pitagora, inseguito dai sicari del tiranno Cilone, avrebbe preferito farsi uccidere piuttosto che attraversare un campo di fave per mettersi in salvo.

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